September 26
LA LEGGENDA DEL ROSENGARTEN
Una delle più suggestive leggende delle Dolomiti, spiega perchè queste montagne, al tramonto si tingono di rosa.
Secondo questa leggenda, sul Catinaccio, laddove oggi si intravvede fino a primavera inoltrata
una grande chiazza di neve racchiusa in una sorta di catino,
si adagiava una volta il giardino di rose di Re Laurino.
Ecco perchè in tedesco il catinaccio si chiama Rosengarten, cioè Giardino delle Rose appunto.
Re Laurino regnava su un popolo di nani che scavava nelle viscere della montagna
alla ricerca di cristalli, argento ed oro e possedeva altresì due armi magiche:
una cintura che gli forniva una forza pari a quella di 12 uomini
ed una cappa che lo rendeva invisibile.
Un giorno il re dell'Adige decise di maritare la bellissima figlia Similde
e per questo motivo invitò tutti i nobili del circondario ad una gita di maggio,
tutti tranne Re Laurino.
Questi decise allora di partecipare comunque, ma come ospite invisibile.
Quando sul campo del torneo cavalleresco ebbe modo di vedere Similde,
colpito dalla sua stupenda figura, se ne innamorò all'istante,
la caricò in groppa al suo cavallo e fuggì a spron battuto.
I combattenti si lanciarono subito all'inseguimento per riportare indietro Similde,
schierandosi in breve davanti al Giardino delle Rose
Re Laurino allora indossò la cintura, che gli dava la forza di dodici uomini si gettò nella lotta.
Quando si rese conto che nonostante tutto stava per soccombere,
indossò la cappa e si mise a saltellare qua e là nel giardino,
convinto di non essere visto.
Ma i cavalieri riuscirono ad individuarlo osservando il movimento delle rose
sotto le quali Laurino cercava di nascondersi.
Lo afferrarono, tagliarono la cintura magica e lo imprigionarono.
Laurino irritato per il destino avverso, si girò verso il Rosengarten,
Pensò:"sono le rose che mi hanno tradito, svelando alla avidità degli uomini il mio regno"
.Allora lanciò una maledizione: "Nè di giorno, nè di notte non si sarebbero piu' vedute le rose.
Queste scomparvero e rimase la nuda roccia.
Re Laurino però aveva dimenticato il crepuscolo e l'alba
E nel crepuscolo e nell'alba, infatti, che non sono nè giorno nè notte,
riaffiorano su quelle rocce grige i colori delicati dei roseti scomparsi
per ricordare agli uomini l'antica bellezza del regno incantato del Re dei nani.